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La vita, il grande passaggio

Il mondo sta cambiando, la scadenza rimane.
Dal Brevetto, per aiutare i paramedici, al riflettere sulla serenità dell'ultimo giorno, il mio approccio fu naturalmente tracciato dal gusto della vita quotidiana, dal savoir-vivre e del lavoro, dall'arte e dall'estetica, per non dire che la motivazione e la forza dei sentimenti sono nati dalla reciproca stima con gli altri, lo spirito girato ad altri orizzonti...

"Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare".
(L’infinito di Giacomo Leopardi, Recanati 1798 – Napoli 1837)

La vita, un flusso, un nulla da dire ma tutta una storia

Si puo' vedere la vita come un oceano di onde scatenate (senza briglie, senza legami, senza obblighi...!!!) degli alti giganteschi e dei bassi spaventosi oppure come onde delicate e dolci, un semplice brivido in superficie, un po' cupo forse.

Si puo' anche vedere come un bue, una massa e accecarsi senza guardare i dettagli delle ombre, oppure come una roccia, pesante, massiccia, uniforme e non vedere il filo d'erba che si sforza a vivere nella faglia, eppure è lui la forza vivificante.

Possiamo vedere ma vita come un grande magazzino dove gironzoliamo, ma secondo un circuito determinato verso l'uscita.

Tutto è basato sulla frustrazione organizzata, funzioniamo sull'illusione che possiamo soddisfarci di beni materiali, di cose nuove, di progetti di ogni prezzo, di vacanze ben riempite, di per-non-mancare-di...e il nostro essere interiore viene contaggiato da queste "intossicazioni di civilizzazioni" (Edgar Morin).

Allora, facciamo il giro della vita, come in un grande magazzino, il circuito è pianificato, lo stesso per tutti, senza poter vedere le scorciatoie, o le vie laterali, per scappare da questa sovrabbondanza, delle voglie-bisogni superflue, progrediamo senza toccare cio' che vorremmo e prendiamo altre cose, cio' che viene.

Possiamo vedere la vita come una festa, una scoperta d'inattesi permanenti, dove basta prestare attenzione ai segni, di essere leggeri e all'erta.
La libertà appare allora nella decisione, l'azione voluta e scelta nella meraviglia, nell'accettazione senza giudizio. Non ci vittimiziamo.

Si puo' vivere sulla cresta, al punto d'equilibrio, tra due valli, e non di lacrime !, ma nel cambiamento, la vita passa dall'una all'altra.
Attenzione, a voler troppo vivere, ci si accieca, forziamo il capitale vitale, ci si sranca con la vitalità stessa, ci si attacca troppo al corpo e allo spirito.

Vogliamo vivere ad ogni costo e per paura della morte non si vive più.
Ci dimentichiamo la tranquillità, il ritmo del flusso e reflusso sulla sabbia calda.
Abbiamo paura della morte ma non della vita ?...ma allora dov'è il giusto mezzo ?
Perchè il cursore della felicità cambia in ogni momento ?

Adoro Marco-Aurelio "Dammi la forza di cambiare le cose che posso, la serenità di accettare le cose che sono e la sagezza di distinguerle l'una dall'altra".

Claude Marie Paoli, F. Gémenos, 2 luglio 2018


Mai solo a condividere emozioni

Questa pipa ricoperta di etichette di visite, pochi metri dopo l'uscita di un museo !
Incredibile ! l'idea del primo ad aver iniziato questo collage...
e il totem costruito da anonimi visitatori che sono passati da questa parte.
Tutti insieme in una gioia prolungata !

Claude Marie Paoli, F. Aix-en-Provence, luglio 2018

Un sorriso

Un sorriso non costa nulla e produce molto.
Lui arricchisce quelli che lo ricevono senza impoverire quelli che gli danno.
Dura solo un momento ma la sua memoria è a volte eterna.
Nessuno è abbastanza ricco da poterne fare a meno…e nessuno è troppo povero per non essere degno di quel sorriso.
Crea felicità in casa, è un sostegno negli affari e il segno sensibile dell'amicizia.
Un sorriso dà riposo all'essere stanco, dà coraggio ai più scoraggiati, consola la tristezza.
È un antidoto della natura per tutte le pene.
Tuttavia, non si può comprare o prestarsi, o rubare perché è qualcosa che ha valore solo dal momento in cui si dona.
E se, a volte, incontri una persona che non ti dà il sorriso che meriti, sii generoso, dagli il tuo,
perché nessuno ha bisogno di tanti sorrisi quello che non può darli agli altri.
 (Anonimo)

Claude Marie Paoli, F. Scolca, Corsica, agosto 2018