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Serenita dell'ultimo giorno

Vorrei confidarvi delle prove della mia infanzia dove sono stata demunita, tristemente spettatrice : avevo 5 anni quando la nostra sorellina è morta. Un amico dei nostri genitori che mi aveva accolta qualche giorno, mi aveva rassicurata dicendomi che se ne era andata in mezzo alle stelle…piccola polvere di stelle.
Ero ancora adolescente quando nostro padre l’ha raggiunta. La privazione di non aver assistito ai suoi ultimi istanti fu terribile. Stupefacente rassegnazione, avevo avuto il tempo di condividere con lui l’attrazione per le mitologie, le spiritualità universali e chiedergli dei consigli per il moio avvenire. Come se quest’apertura filosofica per l’umanità avesse traccia to la mia strada da medico, senza paura delle realtà della vita.

Più tardi, entrata in un età matura, è la morte della mia piccola suocera che mi ha fatto aprire gli occhi su quanto fosse importante l’ultimo giorno dei nostri cari.
All’epoca, vestivamo ancora i defunti sul loro letto di ospedale. Eravamo demoralizzati. Come farle piacere, come renderla bella ai nostri ultimi sguardi. Siamo andati a casa sua a fare questa dolorosa scelta dei vestiti. Vi racconto tutti questi dettagli… quanto fa strano vestire une defunta con i vestiti che metteva da viva…La tristezza fu guarita grazie ad un impegno, la creazione di un vestito specifico, tecnica per aiutare il personale medico, un abito da morto e ottensi un Brevetto francese nel 1998.

Avevo bisogno di bellezza, di bontà per i poveri morti, avere compassione per le famiglie, condividere con amore questa cura dei defunti. La filocalia significa amore della Bellezza, essa che si confonde con il Bene, il Buono.
La filocalia dell’attenzione portata ai defunti sarà di accompagnarli degnamente, di creare un’unità che tutte le comunità potranno adottare…tutti uguali nel partire, possiamo cambiare il futuro, aprire un dialogo chiaro e fraterno.
Non temiamo la bontà, siamo tutti vulnerabili, non è una debolezza ma un richiamo a un modo diverso di pensar, allora, riusciremo cambiare lo status quo.

Morire all’età massima di longevità, è normale. Morire prima accidentalmente o di una malattia, è una morte prematura, ingiusta, insuperabile per i superstiti.
Questa quaestione universale è delicata e un giorno, ci tocca tutti profondamente, i nostri cari, le nostre famiglie, i nostri amici.
Pertanto, vorremmo lasciare i nostri cari nella quiete, nell’accettazione di aver vissuto questa vita ricevuta, condivisa e data.
E’ questa, la serenità dell’ultimo giorno, avviene dalla soddisfazione dell’ultimo bilancio…
Anche se il cuore è avvolte strappato, ci possiamo consolare, avare fiducia nella nostra forza. Tutto è possibile.
E poi, un giorno… potremo dire "Io ho arrotolato la mia vita, come fa il tessitore ; egli mi tagli via dalla trama" Cantico d’Ezechias Isaia 38,12.

La dignità di andarsene nel miglior modo, come altra sorgente di pace, potrebbe essere la sobrietà di un sudario bianco. Questa sobrità per simboleggiare lo spoglio della nostra vita, dei nostri beni materiali, della nostre gioie e pene, dei conflitti irrisolti perche impossibili… perché possiamo solo che staccarci…dalla Vita…quando è finito. Finire per accettare.
Cosi, ritroviamo la povertà del neonato, vestito da un lenzuolo dolce e bianco, che anche, questo sia perlui la promessa di un mondo luminoso, puro e tenero.

Credo in un sudario che la gente comprerà in anticipo, per sollevare chi dovrà occuparsi di loro l’ultimo giorno, una veste simbolica, universale ed etica, facile da utilizzare, rispettosa dell’ambiente, un tessuto ecologico di fibre naturali.

Almeno sarà pronto, come il lenzuolo funebre degli armadi delle nostre bisnonne, come le vesti rituali, bianche , vermiglio o porpora in altre numerose culture.
All’imagine del voluminoso turbante che vediamo portato con classe nelle miniature persane antiche, arrotolato intornoalla testa o ad un cappello. In nessun modo superfiiale o semplice elemento decorativo, doveva  "essere lungo 2 volte la misura della persona, essere più largo delle spalle" perché doveva servire di lenzuolo per essere messo in terra.

Serve audacia per far muovere le cose, ma credo nell’apertura di spirito del nostro tempo
Ispirato da Pablo PICASSO, in alcune delle sue tele, il pittore Fernando BOTERO ha scritto quest’ammirevole frase d’umorismo e di sincerità :
"Prendere qualcosa che gli altri hanno già fatto e farlo in modo diverso : ecco qual’è la vera originalità"

Dott.ssa Claude Marie Paoli, marzo 2018